Il mio paese

 

IL CILLAK DA LUSCIGNANO

Ricerca di Giovanni Martini

 

Chi era costui?

 

In realtà si chiamava Cillak e non Cilla. Nativo di Trento, era un medico aggregato al corpo di spedizione italiano nella campagna di Napoleone I contro la Russia, nell’anno 1812. La Grande Armata fu distrutta e del corpo italiano, formato da 35 mila uomini, tornarono 350 circa, fra questi fortunati, il medico Cillak. Dei 600 mila uomini della Grande Armata si salvarono circa 5 mila

.

Napoleone si ritira nell’Isola d’Elba, ottenuta come principato il 6 aprile 1814.

Nel 1815 fugge dall’Elba ed è sconfitto a Waterloo (Belgio), relegato nell’Isola di Sant’Elena, muore il 5 maggio 1821.

Con il trattato di pace e della Restaurazione, alla sorella di Napoleone I, Elisa, sposata a Felice Baciocchi di Piombino, fu assegnato il Ducato di Lucca.

La duchessa Elisa si ricordò del capitano medico Cillak e lo richiese presso di sé, affidandogli il Governo del Tesoro, che i Lucchesi chiamavano la “Baciocca”.

Il Cillak divenne uomo di fiducia di Elisa.

 

Passarono alcuni anni ed un bel giorno, il ministro delle finanze prese con sé alcuni amici fidatissimi e con grande quantità di denaro fuggì verso la Garfagnana.

Fra i suoi amici figurano tre fratelli Martini.

 

Inseguito dai gendarmi di Lucca, riuscì a nascondersi dicono, a Giuncugnano, in Garfagnana e a raggiungere Argigliano di Casola Lunigiana, che era sotto il governo di Leopoldo II , duca di Firenze. Tutta la Lunigiana figura nel Ducato di Firenze dal 1496.

 

A Casola, con grande sfarzo, costruì alcuni palazzi che ancora si vedono verso la porta di Via del Dazio, lato ponente. Comprò alcuni poderi a Luscignano di Casola e qui stabilì la sua residenza.

 

Di lui si raccontano le cose più strane e stravaganti; tuttavia, dimostrano che era un uomo piuttosto “moderno”.

 

Alla sua corte, in Luscignano, dava balli e trattenimenti per i tirannelli locali, ma prescriveva per le donne l’abito alla “francese”, cioè decolté, scollato. Per questo fatto fu denunciato all’autorità religiosa di dare “balli nudisti”. Fu additato come l’uomo del diavolo. I parroci dei paesi limitrofi lo considerarono come un indemoniato.

 

Il Cillak non andava d’accordo neppure con suo fratello, infatti lo fece dipingere come un allocco, con sotto la scritta: “Hic est frater meus”. Questo è mio fratello. L’allocco è un uccello notturno, con gli occhi rotondi e molto dilatati, chiamato anche “gufo selvatico” ed indica un uomo sciocco, goffo, balordo.

 

Si era procurato una “pila di Volta” e chiamava i contadini a vedere di notte, come lui riusciva, con l’aiuto del demonio, a produrre scintille di fuoco, unendo i due fili di rame e zinco.

I contadini erano terrorizzati dalla creduta presenza del diavolo.

 

Costruì, a proprie spese, la strada rotabile Luscignano-Casola ed il vecchio ponte sul fiume Aulella.

 

Importò dalla Lucchesia una varietà di uva assai precoce, come il ciliegiolo, il sangiovese, la vernaccia. Impiantò molini e frantoi per le olive. A sue spese riparò la chiesa di Artigliano, danneggiata dal terremoto del 1837. Questo terremoto fu così violento che distrusse Ugliancaldo e la torre di Minucciano, causando tanti morti.

 

Il tempo passò anche per il Cillak e morì. I contadini di Luscignano portarono la cassa verso il cimitero del tempo ed in una strada in forte discesa, sentirono uno strano rumore dentro la cassa. Si fermarono terrorizzati. Aprirono e trovarono un tronco di legno. Il corpo del Cillak non c’era. Pensarono:” Il demonio l’ha portato all’inferno”.

 

Nell’anno 1920, il 7 settembre, il paese di Luscignano fu distrutto dal terremoto e, mentre scavavano per ricostruire su una vecchia casa, trovarono, in una stanzetta segreta, uno scheletro umano: era il Cillak.

 

Il Cillak medico ci ha lasciato un trattato sulla cura del morbo del colera, il “De colera morbus”. Forse un’esperienza fatta sul colera che decimò la Grande Armata Francese.

Il Cillk intuì, capì, che il colera si propagava per contatto e, fra le altre cose, suggerisce di seppellire subito i morti cosparsi di calce viva, di fumare il sigaro, di non prendere monete, oggetti, indumenti, se non prima di averli immersi in un bagno di aceto.

 

Siamo agli albori delle prime norme di igiene e profilassi.

Giuncugnano Palazzo Cilla a Giuncugnano

 

Argigliano Palazzo Cilla ad Argigliano

 

Vinacciara Palazzo Cilla a Vinacciara

Luscignano Palazzo e Cappella Cilla (oggi Cataldi) a Luscignano

Luscignano Ex stalle Cilla (oggi Cataldi) a Luscignano

Luscignano Fattoria Cilla (oggi Cataldi) a Luscignano

 

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