I giochi

 

   29-03-18

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  Il gioco della palla al balzo

 

Sui testi scolastici è spesso rappresentata una scena di vita romana dove alcuni ragazzi si passano, rimbalzandola, una palla, facendola passare su un piccolo tetto. Questo tipo di gioco alla palla, che rimbalza e frena la sua corsa su un tetto, nelle stesse identiche forme e maniere usate dai romani, è stato ed è ancora oggi praticato nella nostra valle.

Fino a poche decine di anni fa lo si giocava quasi ogni domenica non solo nelle piazze di Vinacciara a Pieve San Lorenzo e di Antognano, ma anche a Casola, Reusa, Luscignano e Argigliano, paesi tra cui venivano organizzati veri e propri tornei che portavano al seguito delle squadre, da un paese all’altro, nutriti gruppi di sostenitori e tifosi, un sano e onesto svago per le nostre piccole comunità che grazie ad esso dimenticavano, per qualche ora, la dura realtà del quotidiano. Le sfide, sempre assai accanite, si concludevano con l’immancabile sfottio dei vincitori e le accalorate rivendicazioni degli sconfitti.

Questo gioco, sebbene ormai nella zona sia meno praticato, trova ancora oggi estimatori e appassionati, soprattutto fra i giovani, che nonostante alcune problematiche organizzative e logistiche, si ritrovano in piazza, nei giorni liberi da impegni di studio o lavoro, per una partitella messa su a volte anche alla spicciolata e trascorrere così qualche ora di svago e di sport, perché, sicuramente, anche di questo si tratta.

Le regole

Il gioco si svolge fra due squadre con uno o più giocatori, nei tornei o nelle sfide tra paesi il numero dei componenti della squadra è di quattro, il punteggio è come nel tennis e la partita finisce quando una squadra raggiunge i quattro punti. Il campo, una piazza o una strada, è diviso in due settori da una linea tracciata a terra o, virtualmente, da due punti di riferimento opposti.
Una delle figure più importanti della squadra è il battitore che effettua il lancio della palla verso la squadra avversaria.
Appena pronte le due formazioni si stabilisce con "pari o dispari" fra i due lanciatori avversari, chi avrà il vantaggio di andare a tirare o ricevere.
Il gioco inizia con un primo lancio, dopo aver avvisato verbalmente la squadra avversaria con un "Toh!".
Il tiro si effettua facendo rimbalzare la palla in terra in un punto preciso chiamato "mandador" e poi colpendola a mano aperta per indirizzarla il più lontano possibile verso quei punti del campo di gioco dove l'avversario abbia maggior difficoltà a respingerla. La palla deve essere colpita con il palmo della mano e con il pugno chiuso: se tocca in qualsiasi altra parte del corpo è "fallo" e in questo caso si consegnano quindici punti alla squadra avversaria, così come quando la palla, colpita male, va a finire in una zona al di fuori dell'area di gioco e lì si ferma in "fallo".


La palla respinta bene, sia al volo che dopo solo un rimbalzo, può andare fuori campo in "guadagnato" (quindici per chi realizza) se raggiunge le due zone ben definite alle estremità del campo da gioco, o in campo e quindi può essere colpita ancora da un giocatore avversario, sempre al volo o al primo rimbalzo e così via, finché la palla che non è finita in guadagnato né per l'una né per l'altra squadra, effettua il secondo rimbalzo in campo ed allora può essere fermata. Nel punto dove viene fermata si segna la "caccia".
Il battitore continuerà a lanciare finché non saranno segnate due "cacce" o una squadra non raggiungerà il punteggio di " quaranta e caccia".
A questo punto le squadre fanno il cambio di campo: chi lancia va a ricevere e viceversa.
Il battitore dovrà cercare con la prima palla di superare la prima caccia e con la seconda di superare la seconda, mentre la squadra avversaria cercherà di impedirlo.
Se entrambe le squadre raggiungono il quaranta, per ottenere il punto debbono farlo dal "quaranta più".
Se invece una squadra raggiunge i "quaranta buoni", cioè quaranta a zero, col quindici successivo si aggiudica due punti anziché uno.

Immagini: Antognano, 14 agosto 2004

 

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