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MINUCCIANO

 

Quasi all’estremità della foce più bassa, dove la Lunigiana comunica con la Garfagnana si prolunga un altopiano su cui sorge l’antico castello di Minucciano.

Le altissime ed anguste gole dei monti, dove è situato, chiudono le valli del Serchio e del Magra. Secondo la tradizione il castello sarebbe stato eretto da una colonia romana capitanata da un certo Minucio, emigrato con altri romani durante le invasioni barbariche. Altri invece sostengono che prenda il nome da qualche romano venuto ad abitare in questi luoghi dopo la vittoria romana sui liguri. Sempre secondo questi storici il nome di Minucciano deriverebbe dal console Minucio Termo che risalì il Serchio partendo da Pisa.

Di Minucciano non si hanno notizie prima del 1000, ma dai resti dell’antico borgo si pensa che fosse cinto da mura ed accessibile da una sola porta.

Sono ancora visibili le fondamenta di un’antica rocca e ruderi di un vecchio torrione e di torrioncelli. Nel 1551 fu stabilita una penale per chi usciva dalla città senza passare dalla porta principale. Il paese di Minucciano batteva moneta propria, lo "scudo di Minucciano", che valeva un 1/3 dello scudo lucchese. Minucciano è sempre stato un borgo importante per la distanza dalla sua capitale, Lucca.

Per questo motivo i notabili inviati dalla repubblica di Lucca, avevano più poteri di un qualunque altro borgo della repubblica.

La chiesa parrocchiale è dedicata a S. Michele. A poca distanza sulla strada che porta a Pieve S. Lorenzo, c’è il santuario della Madonna del Soccorso con annesso convento. Intorno al 1231 Minucciano apparteneva a Corrado Malaspina, ma dopo un breve periodo sotto il dominio di Firenze, tornò sotto la repubblica di Lucca e salvo brevi periodi vi rimase fino all’unità d’Italia.

L’11 Aprile 1837 alle 16.00 del pomeriggio la torre dell'antica rocca crollò a causa di un terremoto.

 

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